Perchè "Uno zombie d'altri tempi"


Anni fa ero rimasta colpita dal dilagare in letteratura e nei film degli zombie, figure che contrariamente ai vampiri ad esempio ( che mi hanno sempre affascinato) non mi hanno mai conquistato e più che altro mi hanno sempre fatto un po' ridere. Mettendomi perciò alla ricerca per capire, sono venuta a sapere che la figura dello zombie nasce nella cultura di Haiti ed è ben lontana dalla rappresentazione più comune di morti viventi che mordono uomini e li trasformano o li divorano, questa è tutta una deriva romanzata. Scopro infatti che gli zombie sono esistiti e secondo alcuni ancora esistono, o meglio pare che nei secoli (e a volte tutt'ora) alcuni uomini si siano ritrovati in una sorta di trance o sonno profondo nel quale apparivano proprio come morti viventi e suggestionabili e, passando da uno stato di lucidità ad uno di sonno costante caratterizzato da allucinazioni e strani sogni, si aggiravano confusi terrorizzando la popolazione, venendo talvolta ritenuti responsabili di furti o fatti violenti . Approfondendo e andando oltre tutte le parole e le parolacce che la rete offre, affidandomi a qualche lettura più seria, ho avuto modo di comprendere che la figura dello zombie è strettamente legata alla cultura del wudu ( magia bianca e magia nera), profondamente radicata nella cultura haitiana. Volendo rispettare questa stessa cultura bisogna quindi ammettere che gli zombie esistono e che esiste uno stregone ( Il Bokor) che può rubare l'anima di un uomo imponendogli il suo volere e schiavizzandolo, lo seppellisce e poi lo risveglia per fargli fare ciò che vuole. Le interpretazioni storiche, sociologiche ed antropologiche tendono però a non accettare questa versione magica e piuttosto sostengono che la figura dello zombie sia il risultato di un processo culturale e dell'eterno gioco tra potere, schiavitù, relgione e superstizione, sfruttamento, povertà e credenze magiche; come in molte altre forme di credenze popolari il fenomeno sarebbe parte integrante del meccanismo di preservazione di regole morali e sociali. Pare inoltre che alcuni guaritori stregoni fosserro e siano avvezzi ad usare alcune sostanze tra le quali la tetrodotossina che in dosi minime può causare una sorta di morte apparente ( mentre in dosi maggiori può essere letale). Trovo molto interessante la letteratura su questo fenomeno e invito il lettore ad approfondirla in altra sede perchè l'ho sicuramente trattata troppo sbrigativamente in questo post e nel romanzo fa solo da spunto per la descrizione della condizione esistenziale del protagonista ma non viene affatto affrontata. Tornando al mio romanzo, sempre anni fai iniziai a pensare ad un personaggio, il protagonista, Bokor e zombie al contempo, un uomo che limita la sua vita ed è schiavo di sè stesso. Pensai, no, non può essere uno che va in giro mordendo e attaccando gli altri, l'unica vittima della sua magia nera è lui stesso...e così pensai: "Si, è uno zombie, un po' vittima un po' carnefice, sottomesso alla cultura in cui vive, ma non è uno zombie di quelli che vanno tanto di moda ora nella letteratura, lui è uno zombie d'altri tempi!".


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